Legittime le indagini degli 007 privati per chi utilizza illecitamente la 104

Nunzio Spano’

Requisito per il regime forfettario dal 2019

Nunzio Spano’

Sistri abolito dal 1.1.2019

Nunzio Spano’

Fattura elettronica parte il servizio di registrazione massiva

Nunzio Spano’

Redditi e 770 non firmati dall’intermediario

Nunzio Spano’

fatturazione_elettronica

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Vecchia rottamazione delle cartelle esattoriali, proroga al 7 dicembre 2018

Nunzio Spano’

Programma di sviluppo rurale sicilia PSR 2014 – 2020 Misura 4 – Sottomisura 4.4.C, Valorizzazione del territorio con il 100% a FONDO PERDUTO

studiocambria.net/2018/11/27/programma-di-sviluppo-rurale-sicilia-psr-2014-2020-misura-4-sottomisura-4-4-c-valorizzazione-del-territorio-con-il-100-a-fondo-perduto/
Nunzio Spano’

Ok al forfettario nel 2018 per le attività partite nel 2014

Nunzio Spano’

Niente proroga per la fatturazione elettronica

quifinanza.it/fisco-tasse/video/fattura-elettronica-niente-proroga-governo-la-conferma-dal-1-gennaio/240149/amp/
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Chiarimenti per la fatturazione elettronica

www.fisco7.it/2018/11/fattura-elettronica-omessa-regime-sanzionatorio-ricevute-e-scontrini-fiscali-e-imposta-di-bollo-le-risposte-ai-dubbi-piu-frequenti/amp/
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Violazioni degli intermediari sanabili sino al 29 gennaio 2019

www.eutekne.info/Sezioni/Art_698144.aspx?utm_source=einewsletter&utm_medium=link&utm_content=Art_698144.aspx&utm_campaign=articolo
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Fwd: Violazioni degli intermediari sanabili sino al 29 gennaio 2019

Non riesci a visualizzare questa email? * Leggila nel tuo browser * [image: Eutekne.info] Lunedì 19 novembre 2018 [image: PDF]
FISCO
Violazioni degli intermediari sanabili sino al 29 gennaio 2019
Se ci si ravvede entro il 30 novembre, sanzione dimezzata
Scaduto ormai il termine del 31 ottobre 2018, relativo alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi, IRAP e del sostituto d’imposta, può essere opportuno interrogarsi su alcuni aspetti relativi …
/ Alfio CISSELLO [image: Eutekne] FISCO
Definizione delle liti al bivio tra istanza di sospensione o di rinvio
A meno di un anno dall’ultima chiusura delle liti (art. 11 del DL 50/2017), il DL 119/2018 offre una nuova possibilità di definizione. L’art. 6 comma 10 di tale decreto – che potrebbe ancora subire modifiche nell’iter di conversione in legge – riproduce l’art. 11 comma 8 del DL 50/2017, laddove …
/ Gaetano CIANCIO IMPRESA
Promossi a prededucibili i crediti da rottamare nella definizione agevolata
L’art. 3 del DL 119/2018, ai commi 15 e 18, introduce la possibilità di usufruire della definizione agevolata, quanto alle sanzioni e agli interessi di mora, dei debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017, anche se rientranti in …
/ Antonio NICOTRA IL CASO DEL GIORNO
Regime delle registrazioni limitato per gli assicurativi in contabilità semplificata
Le imprese in regime di contabilità semplificata possono impostare il proprio sistema contabile a scelta tra quelli individuati dal riformato art. 18 del DPR 600/73. Nello specifico, è possibile: – istituire i registri cronologici dei ricavi e delle spese, in aggiunta ai registri IVA, ove …
a cura di Mirco GAZZERA e Paola RIVETTI [image: Eutekne] LAVORO & PREVIDENZA
Secondo acconto INPS per gli autonomi «senza cassa» entro fine mese
I liberi professionisti c.d. “senza cassa” iscritti alla Gestione separata INPS, ai sensi dell’art. 2 comma 25 della L. 335/1995, sono tenuti a versare i contributi previdenziali in base a un meccanismo che rispecchia quello degli acconti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, articolato …
/ Daniele BONADDIO FISCO
L’accordo a stralcio di crediti e cause sconta l’IVA
La rinuncia reciproca di due soggetti passivi IVA ai crediti vantati l’uno nei confronti dell’altro, con l’impegno a estinguere i relativi giudizi pendenti, configura un’operazione imponibile ai fini IVA. Sono queste le interessanti conclusioni a cui è giunta la Cassazione, con la sentenza n. 23668/…
/ Alessandro BORGOGLIO FISCO
La dismissione di opere d’arte non integra reddito d’impresa
La labilità dei confini identificativi tra le figure che operano, a vario titolo, nel mercato dell’arte, comporta non poche difficoltà sotto il profilo dell’imposizione, sia diretta sia IVA, poiché è spesso difficile distinguere tra soggetti professionali e amatori, mercanti e appassionati dell’arte…
/ Antonino RUSSO IMPRESA
Nelle società di persone solo amministratori soci
Il divieto di nominare amministratori non soci va affermato per tutti i tipi di società di persone. È questo il principio di diritto sancito dal Giudice del Registro delle imprese presso il Tribunale di Udine, con decreto del 29 aprile 2018, nell’ordinare la cancellazione dell’iscrizione nel …
/ Maurizio MEOLI e Edoardo MORINO LAVORO & PREVIDENZA
Al via le iscrizioni a ruolo dell’INAIL
Ai sensi del DLgs. 46/99, l’INAIL è obbligato ad iscrivere a ruolo i crediti per premi non versati alle scadenze previste da disposizioni di legge o dovuti in forza di accertamenti d’ufficio entro perentori termini di decadenza. Prima dell’iscrizione a ruolo, gli enti impositori possono concedere…
/ Fabrizio VAZIO [image: Eutekne]
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Fattura elettronica bocciata dal Garante privacy: cosa succede ora

job.fanpage.it/fatturazione-elettronica-bocciata-dal-garante-privacy-cosa-succede-ora/
Fattura elettronica bocciata dal Garante privacy: cosa succede ora Il Garante Privacy ha bocciato il sistema della fattura elettronica, obbligatoria dal 2019, predisposto dall’Agenzia delle Entrate, contestando alla stessa una mancata consultazione. Il sistema viola la normativa italiana ed europea sulla privacy in quanto viene trasmessa la fattura completa con una “sproporzionata raccolta di informazioni” sui beni e servizi, prestazioni sanitarie e legali dei contribuenti, con “mancata cifratura della fattura elettronica” stessa. Il Fisco italiano deve adeguare il sistema della fattura elettronica ed è possibile il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, oggetto già di emendamenti al Decreto Fiscale.
Antonio Barbato
Come un fulmine a ciel poco sereno, il Garante della Privacy ha bocciato, o per meglio dire rimandato all’Agenzia delle Entrate il sistema della fatturazione elettronica obbligatoria dal 1 gennaio 2019. Il sistema in rampa di lancio, secondo il Garante privacy, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. In altre parole, espone i dati trasmessi dai contribuenti italiani ad un rischio di uso improprio da parte di terzi.
Il Garante privacy ha inoltre sottolineato la mancata consultazione da parte dell’Agenzia delle Entrate nella progettazione del sistema.
Un sistema definito “potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito”.
Fattura elettronica e privacy: quali sono le criticità. Secondo il Garante, infatti, vi è una “sproporzionata raccolta di informazioni”, in primis la fattura vera e propria e non i soli dati contabili. Ciò comporta una trasmissione rischiosa di dati afferenti i beni e servizi acquistati dai contribuenti, nonché alcune informazioni sulla regolarità dei pagamenti dei contribuenti. E addirittura la descrizione di prestazioni sanitarie e legali. Ciò ha costretto il Garante privacy a chiedere una profonda revisione del sistema.
Non solo, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio portale tutte le fatture in formato digitale senza possibilità di scelta da parte del contribuente.
Criticità sono state segnalate anche sul ruolo degli intermediari delegabili e sui profili di sicurezza per la mancata cifratura della fattura elettronica, con l’utilizzo della PEC per scambio delle fatture che fa emergere problemi in materia privacy sulla memorizzazione sui server di posta elettronica.
Il comunicato del Garante della privacy piomba quindi sul lancio della fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1 gennaio 2019. L’Agenzia delle Entrate deve adeguare tutto il sistema di trasmissione, conservazione e gestione della fatturazione elettronica al quadro normativo italiano ed europeo riguardo il trattamento dei dati.
Fattura elettronica viola la privacy: cosa succede ora. La fatturazione elettronica è forse una svolta necessaria, ma data la portata del cambiamento, sono già stati presentati degli emendamenti al Decreto Fiscale con richiesta di rinvio o avvio del sistema a tappe. Gli interventi richiesti dal Garante Privacy per adeguare il sistema alla normativa italiana ed europea in materia di trattamento dei dati comporta la necessità di un lasso di tempo per l’adeguamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Alcune criticità segnalate sono risolvibili (si pensi all’oscuramento dei campi nell’xml) ma altre problematiche potrebbero suggerire o favorire una proroga del lancio della fatturazione elettronica, visto che siamo a poco meno di due mesi dall’obbligatorietà.
Il comunicato del Garante privacy
Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata
I trattamenti di dati previsti dal 1 gennaio 2019 possono violare la normativa sulla protezione dei dati. Sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall’Agenzia delle entrate, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica [doc. web n. 9059949].
E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami.
Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica – esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori – presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.
Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità.
In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.
Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.
Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.
Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.
Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica.
Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza.
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Fattura elettronica, emendamento per la proroga nel DL fiscale | Informazione Fiscale

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Fattura elettronica, emendamento per la proroga nel DL fiscale
Proroga della fattura elettronica? L’ipotesi del rinvio dell’obbligo, fissato ad oggi al 1° gennaio 2019, si fa più concreta.
La richiesta di molte imprese e professionisti è stata tradotta in due emendamenti al DL fiscale 119/2018 all’esame della Commissione Finanze del Senato.
Il primo emendamento, a firma dei Senatori del PDL Gasparri e Picchetto Fratin prevede in maniera secca la proroga della fattura elettronica al 2020. L’obiettivo del rinvio dell’entrata in vigore di un anno è quello di dare agli operatori più tempo per adeguarsi alle nuove regole.
È tuttavia l’emendamento presentato dal commercialista e Senatore di FdI, Andrea De Bertoldi, quello che recepisce non tanto la richiesta di proroga quanto quella di un avvio graduale avanzata, oltre che dalle imprese, dallo stesso Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Proroga fattura elettronica e avvio graduale dal 2019 e fino al 2022
L’emendamento depositato dall’On. Bertoldi al testo del DL n. 119/2018 presso la Commissione Finanze del Senato propone la proroga della fattura elettronica e l’avvio di un regime premiale per chi, nonostante il rinvio della decorrenza dell’obbligo, aderirà alla fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019.
Procedendo con ordine e partendo dalla richiesta di prorogare e rinviare l’obbligo di fatturazione elettronica, l’emendamento riprende la richiesta di avvio graduale avanzata dal CNDCEC.
Nello specifico, la proposta di modifica contenuta nel fascicolo di emendamenti al Decreto Legge Fiscale collegato alla Manovra 2019 prevede che obbligati alla fattura elettronica a partire dal 1° gennaio 2019 siano soltanto le società quotate in borsa e gli altri soggetti con più di 250 dipendenti.
In tutti gli altri casi, l’effetto della proroga comporterebbe l’avvio scaglionato dell’obbligo di fatturazione elettronica, secondo le seguenti decorrenze:
dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti con più di 50 dipendenti; dal 1° gennaio 2021 per gli altri soggetti con più di 10 dipendenti; dal 1° gennaio 2022 per tutti gli altri soggetti non esonerati dalla fatturazione elettronica. Di fatto, l’emendamento riprende quando contenuto nella proposta del CNDCEC avanzata in Commissione Finanze in due diverse audizioni sulla Legge di Bilancio 2019 e sulle novità fiscali contenute nel decreto collegato.
Proroga fattura elettronica, regime premiale dal 2019
Accanto alla proroga della fattura elettronica che interesserebbe le imprese più piccole, l’emendamento di FdI al DL fiscale n. 119/2018 prevede l’introduzione di un regime premiale per chi, seppur esentato, aderirà alla fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019.
Le agevolazioni previste per chi emetterà fattura elettronica sono le seguenti:
esclusione dall’obbligo di tenuta dei registri delle fatture emesse e dei corrispettivi, dalla comunicazioni dei dati delle fatture emesse, dalla presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat e dalla comunicazione dei dati per l’applicazione degli ISA; esecuzione prioritaria dei rimborsi IVA entro tre mesi dalla data di presentazione della dichiarazione annuale; anticipazione di tre anni del termine di decadenza per l’attività di accertamento; una sorta di “super ammortamento” del 150% del costo di acquisizione di hardware e software e dei servizi legati all’obbligo di fatturazione elettronica; un credito d’imposta pari al 100% della spesa sostenuta per il rilascio del visto di conformità e delle attestazioni necessarie per fruire delle agevolazioni previste dal sistema premiale. Gli emendamenti al Decreto Fiscale presentati in Senato saranno sottoposti al vaglio della Commissione, mentre è stato fissato alle 13 del 15 novembre il termine per presentare emendamenti in Aula, dove il voto finale è previsto entro il 22 novembre.
Bisognerà attendere ancora per conoscere quali novità entreranno nel testo della legge di conversione del collegato alla Legge di Bilancio 2019.
Intanto l’allarme di professionisti e imprese è duplice: se da un lato la proroga della fatturazione elettronica è richiesta da molti, parallelamente sarebbe rischioso rinviare tutto ora, quando in molti hanno già affrontato le spese per l’adeguamento al Big Bang per le partite IVA.

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Fattura elettronica: rischio proroga last-minute? | Informazione Fiscale

www.informazionefiscale.it/fattura-elettronica-proroga-obbligo-partita-IVA-2019
Fattura elettronica: rischio proroga last-minute?
Fattura elettronica, il rischio è quello di una proroga last-minute. A sottolineare la problematica è Maurizio Grosso, consigliere del CNDCEC delegato all’innovazione e all’organizzazione degli studi professionali.
A poco più 50 giorni dall’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica previsto dal 1° gennaio 2019 imprese e professionisti non sono ancora pronti alla rivoluzione che interesserà circa 3 milioni di partite IVA.
In vista dell’avvio delle nuove regole di fatturazione, durante il convegno organizzato dal Sole24Ore nella giornata di oggi, 12 novembre 2018, sono i professionisti a sottolineare le principali criticità. Ancora una volta il CNDCEC ribadisce la necessità di un avvio graduale dell’obbligo di fattura elettronica, al debutto dal 1° gennaio 2019.
In caso contrario il rischio concreto è che si ripeta quanto successo per il settore carburanti, con la proroga dell’obbligo di fatturazione elettronica arrivato a seguito della minaccia di sciopero nazionale da parte della categoria.
Perplessità anche da parte del Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, Sergio Giorgini, ma, dall’altro lato, l’Agenzia delle Entrate sottolinea i vantaggi dell’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica che modificherà i rapporti tra Fisco e contribuenti.
Fattura elettronica a rischio proroga last-minute?
In apertura del convegno sulla fatturazione elettronica, è il Consigliere del CNDCEC Maurizio Grosso a ribadire ancora una volta la necessità di un’avvio graduale dell’obbligo dal 1° gennaio 2019.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili fin dall’inizio ha chiesto la gradualità dell’obbligo, richiesta che arriva basandosi sulla situazione reale del Paese. L’avvio della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 è un evento culturale molto importante e i commercialisti sono preoccupati sulla buona riuscita del progetto.
L’avvio per tutti dal 1° gennaio 2019 porta con sé il rischio concreto che si ripeta quanto successo a luglio, quando sarebbe dovuto entrare in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per i carburanti.
Una proroga last-minute concessa dal Governo dopo la minaccia di uno sciopero nazionale che rischia di ripresentarsi.
Quello che sottolinea Grosso è che la richiesta dei commercialisti non è una proroga della fattura elettronica, ma un avvio che consenta a tutti di adempiere senza necessità di interventi di urgenza.
Fattura elettronica, privacy a rischio
Non solo proroga e richiesta di gradualità: quello che sottolinea il CNDCEC è che con l’avvio della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 è necessario porre l’accento sul rischio legato alla privacy.
Con le fatture elettroniche trasmetteremo al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate non solo dati fiscali ma tutto il costo della fattura. Dallo SdI transiteranno anche dati particolari e quindi è necessaria una riflessione prioritaria su come tutelare la privacy per dati particolari anche di tipo sanitario.
Nel corso dell’intervento ai microfoni del Sole24Ore, inoltre, il Consigliere Maurizio Grosso ha altresì sottolineato che le novità introdotte dal Decreto Fiscale sono ottime per risolvere le problematiche legate ai tempi di emissione e alle sanzioni sulle fatture elettroniche.
Anche in questo caso, tuttavia, non mancano le criticità: le aziende dovranno esser messe nelle condizioni di emettere i file XML in tempo reale perché, altrimenti, l’emissione del documento cartaceo e la successiva digitalizzazione si tradurrà in un doppio adempimento.
Proroga fattura elettronica, problemi per le zone non coperte da connessione internet
Accanto alle preoccupazioni sottolineate dai commercialisti si aggiungono quelle espresse da Sergio Giorgini, vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
Uno dei problemi legati alla digitalizzazione del fisco e all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 è quello della copertura internet.
Nel nostro Paese, sottolinea Giorgini, solo 4% dei numeri civici ha una connessione internet a banda larga, il 60% ha invece una connessione internet debole. Si tratta di un trasversale per tutto il Paese e il 10 giorni in più per l’emissione della fattura elettronica previsti dal DL n. 119/2018 sono soltanto un primo step che comunque potrebbe non essere abbastanza.
Fattura elettronica solo il primo step: verso le LIPE precompilate dal 2020
Continuando, il Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro ricorda che l’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 è soltanto il primo step di una vera e propria rivoluzione in chiave digitale del Fisco.
Tra le altre novità, dal 1° luglio 2019 partirà l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, esteso a tutti gli esercenti dal 2020.
Il lungo percorso ad ostacoli porterà ad un nuovo rapporto tra Fisco e contribuente: ne è convinta l’Agenzia delle Entrate che per voce de Sergio Mazzei, capo ufficio stampa intervenuto nel corso del convegno del 12 novembre 2018, sottolinea che la fattura elettronica non ha solo la finalità di contrastare l’evasione fiscale.
L’obiettivo delle Entrate è lo sviluppo della compliance: con l’uso dei dati delle fatture trasmesse tramite il SDI e con i corrispettivi telematici trasmessi, dal 1° gennaio 2020 l’Agenzia delle Entrate potrà precompilare le liquidazioni periodiche IVA e la dichiarazione d’imposta annuale.
Il Fisco si sostituisce al contribuente e al professionista e, secondo l’Agenzia delle Entrate, anche questo è vantaggio culturale.

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Le nove sanatorie fiscali

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Il reverse charge non va comunicato al sdi

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